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Extracto del Libro "Manno, entre el pasado, presente y futuro" elaborado por la Comisión cultural del Municipio de Manno, comuna de origen de la familia Muschi. VICENDE STORICHE DEL COMUNE Di soli, in queste circostanze, si inizia la presentazione del paese con vicus, o castrum; termini dotti che non é il caso di scomodare. L’aspetto di un paese si puó mostrare in un’immagine o descrivere a parole, il suo rumore tipico si puó esprimere in musica o in un film. Il libro, testo scritto e iconográfico, é invece la metodologia impegiata per ilustrare Manno; un modo per offrire un segno duraturo nel tempo. ETIMO E STEMMA Cronache e documenti dell’epoca testimoniano dell’esistenza di un affresco del perido della Repubblica Cisalpinasulla facciata della casa scolastica, gia deposito dei pompieri e poi caduta sotto l’irruenza delle ruspe; un affresco semicoperto da una mano di calce che, secondo queste fonti, raffigurava lo stemma di Manno, “l’Arma parlante”. Risalire all’etimo di Manno é impresa alquanto improba. Lo si puó individuaré in “manuculus”, sinonimo di “manipulus” ; unitá tatticadi una legione romana che si presume fosse dislocata nella regione. Il “manunculus” poteva essersi insediato a “Manno di sopra”, attualmente denominato “Al Castello”, in quanto l’antico nucleo era detto”Manno inferiore”, infatti, secondo alcuni storici, in quella zona si ergeva una castellanza che doveva far parte del sistema difensivo della vallata de Vedeggio che, dal Ceneri, con il castello di Bironico, giungeva sino alla Rochetta di Ponte Tresa. Non Disponiamodi referimenti circa l’esistenza o meno di stemmi, bandiere, orifiammi o sigilli comunali nella lunga storia del paese. Solo nel 1953, in occasione delle celebrazioni per il 150.mo di appartenenza alla Confederazione Elvetica, il Governo ticinese impose a tutti I comuni di dotarse del propio gonfalone; bandiera che Manno fece eseguire grazie alla sottoscrizione promossa e sostenuta dalla generositá POPOLAZIONE Manno ha ricevuto in ereditá una storia contadina, di povertá, molto smile a tanti comuni del contado. E, come per quest’ultimi, la popolazione si riassumeva in poche centinaia di anime. Infatti il cesimento nazionale del 1870 registrava una popolazione di 221 unitá, di cui 87 di sesso maschile e 134 di sesso femminile. Lo statuto di patrizio dava una connotazione di vanto a talune famiglie: Bolognini, Bosia, Cantoni, Capitani, Censi, Gabutti, Lubini, Morganti, Muschi, Porta e Rusca; tutti cognomi che si ritrovano oggi tra gli attinenti del comune. Dicevamo di una popolazione ai limiti della sopravvivenza, sogetta ad una miseria dignitosa, dedita soprattutto all’agricoltura; un’agricoltura fatta di fatica e pane sudato sui solchi ingenerosi. Al di lá dell’attivita primaria gli abitanti del borgo svolgevano altri lavori. Da documenti del 1816 risulta infatti che I mestieri prevalentemente esercitati era fornaciaio, muratore, calzolaio, taglipietre, falegrame e, come in altre parti del Luganese, si era sviluppato l’allevamento del bachi da seta. Notify Administrator about this message?
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